SaggiN. 4Le cose che scandiscono il tempo · Parte 2 di 4
Una campanella per i fornai
Nella strada dietro al mercato, un fornaio suona una campanella a mano quando sforna la seconda infornata. Una breve storia di un suono che segna il tempo.
Nei giorni feriali alle nove e un quarto, e il sabato alle nove e mezza, una campanella a mano suona nella stradina dietro al mercato coperto. È una piccola campanella di ottone con il manico di legno, del tipo che un tempo usava un insegnante per annunciare la fine dell’intervallo, e la suona uno dei due fornai, quello che in quel momento ha le mani infarinate. Significa che la seconda infornata è uscita dal forno. In questa strada significa questo da più tempo di quanto entrambi siano in vita.
Nessuno sotto i cinquant’anni sembra saperlo. I residenti più giovani pensano che la campanella sia un tocco grazioso, un po’ di teatro per i visitatori. I più anziani si mettono il cappotto.
La prima e la seconda infornata
La prima infornata di un panificio è per chi deve andare da qualche parte: chi lavora, chi accompagna presto i figli a scuola, chiunque mangi in piedi. Esce dal forno alle sei ed è finita entro le sette. La seconda infornata è per chi resta. È il pane per il pranzo, i panini per la vecchia signora al terzo piano che ormai non sale le scale prima delle dieci, la pagnotta che qualcuno del vicinato le porta su.
La campanella esiste perché la seconda infornata è una promessa di tutt’altro tipo. I suoi clienti non passano davanti al negozio mentre vanno da qualche parte: bisogna chiamarli. Prima dei telefoni, prima che in cucina ci fosse un orologio di cui fidarsi, un suono era l’unico modo per far sapere a tutta la strada che c’era qualcosa di caldo ad aspettarla.11Gli orologi da cucina saranno l’argomento di un capitolo successivo di questa serie, o almeno un suo parente. Raramente segnano l’ora giusta e quasi nessuno si fida di loro: ma non è la stessa cosa.
Un orologio fatto di suono
Mi piace che la campanella segni il tempo senza mostrarlo. Non si può leggere, solo sentire, e da ogni finestra la si sente in modo diverso: nitida all’angolo, attutita dietro il cortile, quasi per niente ai piani alti, dove da sempre ci si affida a chi abita più in basso perché faccia arrivare la notizia fin su. In questo modo non misura soltanto l’ora, ma anche la strada, la sua profondità e il suo spirito di vicinato.
Qualche anno fa, quando chiesero ai fornai se avrebbero smesso di suonarla, ora che tutti hanno un telefono, il più anziano dei due rispose che avrebbe smesso quando il pane non fosse più stato pronto. Era una risposta migliore di quanto la domanda meritasse.22A chiedere ero stata io. Speravo in una citazione sulla tradizione. Ne ho ricevuta una sul pane, che in fondo è la stessa cosa detta in modo più utile.
Note
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Gli orologi da cucina saranno l’argomento di un capitolo successivo di questa serie, o almeno un suo parente. Raramente segnano l’ora giusta e quasi nessuno si fida di loro: ma non è la stessa cosa. ↩
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A chiedere ero stata io. Speravo in una citazione sulla tradizione. Ne ho ricevuta una sul pane, che in fondo è la stessa cosa detta in modo più utile. ↩