Tidetable

N. 9 · novembre 2026

Tidetable

Saggi e lettere sulle cose che scandiscono il tempo.

Scritto da Ilse Marrow a Trieste dal 2023.

L'ultimo saggio8 minuti

La palla che cade all’una

Dal 1833, a Greenwich una palla rossa scende lungo un’asta all’una in punto. È il modo più lento mai escogitato per trasmettere l’ora, e il più onesto.

Ogni pomeriggio, cinque minuti prima dell’una, una palla rossa sale fino a metà di un’asta sul tetto della Flamsteed House, a Greenwich, e si ferma. Due minuti prima dell’una sale fino in cima. All’una in punto, cade.1 È tutto qui, e va in scena dal 1833.

1Gli orari sono quelli indicati dall’Osservatorio Reale ai visitatori. D’inverno la sfera scende secondo l’ora media di Greenwich, d’estate secondo l’ora legale britannica; così, d’estate, per il sole scende a mezzogiorno, più o meno.

Quel giovedì che andai a vederla, nel cortile sottostante eravamo una quarantina, quasi tutti con il telefono puntato verso una palla che faceva quello che fanno le palle.

Ero venuta a guardare un orologio senza quadrante. Una palla oraria dà l’ora una volta al giorno a chiunque possa vederla, e lo fa senza un suono. Non ticchetta, non batte i rintocchi, non ha lancette. Per cinque minuti si prepara, poi, per meno di un secondo, ti dice qualcosa di preciso.2 Fu costruita per chi aveva bisogno di quel secondo più che di qualsiasi altra cosa l’orologio potesse dire.

2Guarda la cima dell’albero, non la base. Quando la sfera tocca terra, il momento che stava annunciando è già passato.

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La lettera

Una lettera, la prima domenica del mese.

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Dal taccuino

Di nuovo il violoncellista

L’uomo con la custodia del violoncello era di nuovo sul treno delle 23:52. Ha dormito fin dalla prima stazione, come l’altra volta, con una mano sulla custodia, come se potesse andarsene senza di lui. L’ho visto ormai quattro volte e non l’ho mai visto sveglio; ho deciso che non voglio sapere dove suona. Certi habitué è meglio lasciarli sullo sfondo, come il tempo.

Quattro minuti, un seguito

Dopo il saggio sul mio orologio della cucina, le lettrici e i lettori mi hanno mandato i loro orologi che non segnano l’ora giusta: avanti, indietro e, in un caso, fatti andare apposta all’indietro. Lo scarto più comune è di cinque minuti. Il record è di ventidue: lo detiene una lettrice che dice di non essere mai arrivata in ritardo e di non aver mai saputo che ora fosse. Non farò nomi. Ognuno di questi orologi è un segreto domestico.

L’orologio della stazione si ferma allo scoccare di ogni minuto

Il grande orologio nell’atrio della stazione fa una cosa che non avevo mai notato prima di questa primavera: la lancetta dei secondi compie il giro un po’ più in fretta del dovuto, poi si ferma allo scoccare del minuto e aspetta, perfettamente immobile, un segnale da qualche altra parte. Poi la lancetta dei minuti scatta e l’orologio riparte. Tiene il tempo sbagliando per un breve momento, per poi tornare d’accordo. Mi vengono in mente modi peggiori di vivere.

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