Tidetable

SaggiN. 7

L’orologio della cucina è avanti di quattro minuti

Ogni casa ha un orologio volutamente sbagliato. Sulle piccole bugie che raccontiamo a noi stesse sul tempo, e sul perché funzionano.

Di Ilse Marrow1 minuto336 parole

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L’orologio della mia cucina è avanti di quattro minuti. Lo so, lo sanno tutti quelli che sono mai stati ospiti nel mio appartamento, eppure ogni mattina fa il suo dovere: lo guardo, vedo che sono in ritardo, mi affretto e arrivo puntuale. Un orologio che tutti sanno essere sbagliato dovrebbe essere inutile. Il mio è l’oggetto più utile della stanza.

Una bugia che funziona

Ho chiesto in giro e quasi tutti quelli che conosco ne hanno uno simile. Mia sorella tiene avanti di sette minuti l’orologio dell’auto. Una collega tiene avanti di dieci minuti tutti gli orologi di casa, tranne quello in camera da letto, che segna l’ora esatta, «così posso dormire». Il fornaio della via dietro al mercato tiene avanti di tre minuti l’orologio sopra il forno e lo fa da trent’anni, anche se non ha saputo dirmi perché.11Messo alle strette, disse che il pane non sa che ora è e che neanche lui, prima del caffè, lo sa.

Quello che mi interessa è che la bugia continua a funzionare anche molto tempo dopo essere stata scoperta. Si potrebbe pensare che sapere che l’orologio è avanti di quattro minuti mi permetta di sottrarli e rilassarmi. Non è così. Fare la sottrazione richiede uno sforzo, e nei primi minuti del mattino non ho energie da sprecare. L’orologio è più veloce dei miei calcoli, e così vince lui.

Un tempo con cui si può discutere

Penso che ci sia in gioco anche qualcos’altro. Un orologio esatto è un’autorità: non c’è niente da dirgli. Un orologio leggermente sbagliato è un compagno. Ha una personalità. Puoi discutere con lui, brontolare, perdonarlo. Fa parte della casa in un modo in cui non potrà mai farne parte l’ora sul telefono, esatta al secondo e uguale per tutti.

Gli orologi pubblici devono essere esatti, ed è giusto che lo siano. Senza di loro il traghetto non potrebbe funzionare. Ma gli orologi che teniamo in casa possono essere nostri e, proprio perché sono nostri, possono sbagliare a modo nostro.

Ho pensato di rimettere il mio sull’ora esatta. Ho deciso di non farlo. Arriverei con quattro minuti di ritardo per il resto della vita.

Note

  1. Messo alle strette, disse che il pane non sa che ora è e che neanche lui, prima del caffè, lo sa. ↩

La lettera

Una lettera, la prima domenica del mese.

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